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Targa commemorativa dedicata a Dora Maar sulla sua casa a Ménerbes

Dora Maar: fotografa surrealista, pittrice e artista a pieno titolo

Molto prima che qualcuno la ritraesse in un quadro, Dora Maar era già dietro l’obiettivo, immortalando la moda, le strade dell’epoca della Grande Depressione e alcune delle immagini più strane del surrealismo. Questa è la sua storia e ciò che il museo del Marais ne conserva.

Chi era Dora Maar?

Dora Maar fu innanzitutto una fotografa, poi una pittrice per gran parte della sua vita, e una delle poche donne a sapersi affermare tra i surrealisti. Gestiva uno studio molto frequentato, fotografava la povertà e le manifestazioni di protesta e realizzava fotomontaggi che venivano esposti nelle principali mostre del movimento. Per decenni è stata ricordata soprattutto come un volto presente nei dipinti di altri artisti; È solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1997, che è stata riconosciuta la portata complessiva della sua opera. Il Museo Nazionale Picasso-Parigi nell’Hôtel Salé conserva parte di quella storia, comprese le sue fotografie.

Dora Maar in breve

È cresciuta tra l’Argentina e la Francia; suo padre era un architetto e sua madre gestiva una boutique di moda.

Ha studiato presso scuole d’arte parigine all’avanguardia, tra cui l’Académie Julian, dove alle donne veniva impartito lo stesso programma didattico degli uomini.

Un avviso pubblico del 1932 segnò il suo cambio di nome e di professione: da Henriette Markovitch, pittrice, a Dora Maar, fotografa.

Le stampe firmate “Kéfer–Dora Maar” erano solitamente opera sua e di sola lei, secondo i curatori della Tate.

Era una delle poche fotografe presenti nelle principali mostre surrealiste degli anni Trenta, da Parigi e Londra a New York e al Giappone.

Oggi alcune vie portano il suo nome, tra cui la Rue Dora Maar, Artiste Photographe, a Saint-Ouen.

Dora Maar, fotografa: dallo studio di moda alla strada

La terrazza di Les Deux Magots a Saint-Germain-des-Prés, 1965

Nel 1930 Maar condivideva una camera oscura con Brassaï e lavorava come assistente del fotografo di moda Harry Meerson. L’anno successivo aprì uno studio insieme allo scenografo cinematografico Pierre Kéfer, specializzandosi in ritratti, nudi, moda e pubblicità; definì quel periodo come il suo “periodo mondano”. Intorno al 1935 aprì il proprio studio nel centro di Parigi e accettava incarichi a proprio nome.

Fuori dallo studio, puntò il suo obiettivo sulla Grande Depressione. Nel 1933 si recò da sola sulla Costa Brava, nel 1934 a Londra, e fotografò “La Zone”, una fascia di territorio non urbanizzata alla periferia di Parigi dove vivevano circa 40.000 persone.

La sua posizione politica ha ispirato il suo lavoro. Ha firmato l’appello antifascista *Appel à la lutte*, ha aderito al movimento *Contre-Attaque* e ha fotografato la compagnia teatrale di sinistra *Groupe Octobre*. A 25 anni ero decisamente di sinistra, ha detto in seguito.

Dora Maar e il surrealismo: Ritratto di Ubu e Guernica

All’interno del Musée National Picasso-Paris
Crediti fotografici: Musée national Picasso-Paris ©Vinciane Lebrun / Voyez-Vous

I temi preferiti di Maar – l’erotismo, il sonno, gli occhi e il mare – si adattavano perfettamente al surrealismo, e i suoi fotomontaggi dimostravano come la fotografia potesse creare mondi a sé stanti. Le sue Ritratto di Ubu (1936), un primo piano di una strana creatura che prende il nome dal re grottesco di Alfred Jarry, fu esposto a Parigi e alla Mostra Internazionale del Surrealismo di Londra quello stesso anno.

Nei mesi di maggio e giugno del 1937, su incarico della rivista *Cahiers d’art*, fotografò *Guernica* fase per fase mentre veniva dipinta nello studio dei Grands-Augustins, una cronologia dettagliata di come si è evoluta la composizione. Alcune di quelle stampe sono ora conservate al Musée National Picasso-Paris.

In quello studio ha portato anche le sue competenze di camera oscura, insegnando la tecnica del cliché-verre, che unisce fotografia e incisione. La donna in lacrime che ha interpretato più di trenta volte non era, secondo la sua interpretazione, un suo ritratto, ma una metafora della sofferenza della Spagna.

Il pittore di Ménerbes e una carriera riscoperta

Targa commemorativa dedicata a Dora Maar a Ménerbes
Foto: Karen Apricot, New Orleans, CC BY-SA 2.0, tramite Wikimedia Commons

Nel 1939 la pittura aveva ormai preso il posto della fotografia e la tenne occupata per il resto della sua vita. Nel 1942 si trasferì in un nuovo studio a Parigi e dipinse le rive della Senna e cupe nature morte, segnate dalla guerra e da una serie di lutti personali.

Dal 1945 divise il suo tempo tra Parigi e una casa a Ménerbes, in Provenza. L’amicizia con il poeta André du Bouchet la portò a realizzare alcune incisioni per la sua raccolta nel 1956, e lei si orientò verso impressioni gestuali e astratte della natura. Negli anni Ottanta è tornata in camera oscura per realizzare dei fotogrammi.

Morì a Parigi il 16 luglio 1997, all’età di 89 anni, quasi del tutto sconosciuta. La vendita del suo studio ha portato alla luce dei dipinti che nessuno aveva mai visto, e nel 2019 il Centre Pompidou e la Tate Modern le hanno dedicato la più grande retrospettiva mai realizzata sulla sua opera.

Alla ricerca di Dora Maar al Musée Picasso

La collezione viene riorganizzata regolarmente, quindi, se volete vedere il ritratto del 1937 o le sue fotografie, controllate l’allestimento attuale del museo prima di recarvi sul posto. Mentre visitate la mostra, cercate di individuarla oltre le tele: La sua macchina fotografica è all’origine di alcune delle immagini più famose di quel periodo, e vale la pena tenere a mente la sua voce ogni volta che si guarda una sua foto.

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Domande su Dora Maar

Chi era Dora Maar?

Fotografa e pittrice francese, nata Henriette Theodora Markovitch nel 1907, è stata una delle poche fotografe donne al centro del movimento surrealista.

Dora Maar era una fotografa?

Sì. Negli anni Trenta gestiva un proprio studio, occupandosi di moda, pubblicità e ritrattistica, e realizzava fotografie documentarie e surrealiste.

Qual è la fotografia più famosa di Dora Maar?

Il “Ritratto di Ubu” (1936), esposto alla Mostra Internazionale del Surrealismo di Londra, è una delle sue opere più famose.

Dove posso vedere il ritratto di Dora Maar?

Il ritratto del 1937 fa parte della collezione del Musée National Picasso-Paris di Parigi. Le esposizioni cambiano, quindi si consiglia di verificare l’allestimento attuale del museo prima di visitarlo.

“La donna che piange” si trova al Musée Picasso di Parigi?

No. La versione dipinta più famosa si trova nella collezione della Tate a Londra. Maar vedeva la donna in lacrime come una metafora delle sofferenze della Spagna, non come un ritratto.

Dora Maar dipingeva?

Sì. Si dedicò alla pittura alla fine degli anni Trenta e continuò a dipingere per il resto della sua vita, passando dai paesaggi della Senna e dalle nature morte all’astrazione.

Dove viveva Dora Maar?

A Parigi, dove aveva un atelier sulla Rive Gauche, e dal 1945 anche in una casa a Ménerbes, in Provenza.

Quando è morta Dora Maar?

Il 16 luglio 1997 a Parigi, all’età di 89 anni. È sepolta nel cimitero di Bois-Tardieu a Clamart.

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