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La tomba di Simone e Antoine Veil nella cripta VI del Panthéon, a Parigi

Simone Veil al Pantheon: la sua tomba e la sua storia

Simone Veil, sopravvissuta ad Auschwitz, magistrata, ministra della Salute e prima presidente eletta del Parlamento europeo, riposa insieme al marito Antoine nella cripta del Panthéon.

Perché Simone Veil riposa al Panthéon

Simone Veil è stata onorata per una vita che l’ha portata dai campi di concentramento al cuore della politica francese ed europea. Deportata ad Auschwitz all’età di 16 anni, al suo ritorno è diventata magistrata, poi ministra della Salute, promotrice della legge del 1975 che legalizzò l’aborto, e la prima donna eletta presidente del Parlamento europeo. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2017, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che lei e Antoine sarebbero entrati il Pantheon e il suo motto: “Aux grands hommes la patrie reconnaissante”, e nel 2018 è diventata la quinta donna a ricevere tale onorificenza.

Simone Veil in breve

Nacque a Nizza il 13 luglio 1927 con il nome di Simone Jacob, in una famiglia ebrea; suo padre André era un architetto.

Fu arrestata dalla Gestapo nel marzo 1944, il giorno dopo aver conseguito il diploma di maturità, all’età di 16 anni.

Il suo numero di Auschwitz, 78.651, è inciso sulla sua spada dell’Académie française, con i motti della Francia e dell’Unione europea.

La legge Veil, che legalizzava l’aborto in Francia, fu approvata il 17 gennaio 1975.

Ha fatto parte del Consiglio costituzionale dal 1998 - 2007 e ha presieduto la Fondation pour la Mémoire de la Shoah.

Nel 2008 è diventata la sesta donna in assoluto ad essere eletta all’Académie française.

Simone Veil ad Auschwitz e a Bergen-Belsen

Il Pantheon Simone Veil nel 1984

Un bel rifugio nella zona di occupazione italiana, e per un certo periodo la famiglia Jacob riuscì a sfuggire alle retate, vivendo separata sotto false identità. Nel marzo 1944 la Gestapo arrestò Simone, poi il resto della famiglia. Il 7 aprile fu condotta a Drancy insieme alla madre e alla sorella Madeleine, e il 13 aprile furono deportati ad Auschwitz-Birkenau nel convoglio 71.

Suo padre e suo fratello furono deportati verso est con il convoglio n. 73 e non furono mai più rivisti. L’altra sua sorella, Denise, attiva nella Resistenza, fu deportata a Ravensbrück. Secondo quanto da lei stessa raccontato, Simone riuscì a sfuggire alla camera a gas mentendo sulla propria età e fu assegnata ai lavori forzati.

Nel gennaio 1945 fu condotta, insieme alla madre e a Madeleine, a Bergen-Belsen, dove sua madre è morta di tifo. Le due sorelle erano ancora vive quando il campo fu liberato il 15 aprile 1945.

Dal magistrato alla legge sul velo

Tornata in Francia, studiò giurisprudenza e scienze politiche, sposò Antoine Veil nel 1946 e, nel 1954, superò l’esame per diventare magistrato. All’interno dell’amministrazione penitenziaria si impegnò per migliorare le condizioni delle detenute e, nel 1970, divenne segretaria generale del Consiglio Superiore della Magistratura.

Nel maggio 1974 fu nominata ministro della Salute. Nel dicembre dello stesso anno fu approvata una prima legge che ampliava l’accesso alla contraccezione, e il 17 gennaio 1975 la legge che legalizzava l’aborto a determinate condizioni seguito.

Il dibattito in Parlamento fu acceso, e lei e la sua famiglia furono oggetto di attacchi personali da parte degli oppositori della riforma. La legge porta ancora il suo nome, e è diventato il fulcro della sua eredità pubblica, il risultato per cui è stata più volte premiata.

Simone Veil, l’Europa e l’Académie

La tomba di Simone e Antoine Veil nella cripta del Panthéon

Nel 1979 il primo Parlamento europeo eletto a suffragio universale diretto la scelse come presidente, la prima donna a ricoprire tale carica, carica che ha ricoperto fino al 1982. È rimasta in carica come membro fino al 1993, è tornata al governo quello stesso anno, per poi far parte del Consiglio costituzionale dal 1998 - 2007.

Nel 2008 è stata eletta all’Académie française, occupando il tredicesimo seggio, un tempo appartenuto a Jean Racine. È morta nella sua casa di Parigi il 30 giugno 2017, all’età di 89 anni.

Dopo una cerimonia nazionale con onori militari tenutasi a Les Invalides il 5 luglio, è stata sepolta accanto ad Antoine al cimitero di Montparnasse. Nel suo discorso, Macron ha annunciato la sua introduzione nel Panthéon, e la coppia è stata trasferita lì il 1 luglio 2018.

Un omaggio a Simone Veil

Il Vault VI si trova nella cripta, inclusa in ogni visita, quindi potete scendere direttamente dopo la navata centrale. Riunisce due figure della Resistenza, un premio Nobel per la pace e uno dei fondatori del progetto europeo, un’azienda perfetta per una donna che ha dedicato gran parte della sua vita alla memoria e all’Europa.

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Domande su Simone Veil e il Pantheon

Dove è sepolta Simone Veil?

Nella cripta VI del Panthéon di Parigi, accanto al marito Antoine. Le loro salme sono state trasferite lì dal cimitero di Montparnasse nel 2018.

Quando è stata sepolta Simone Veil al Panthéon?

Il 1 luglio 2018, a un anno dalla sua morte, insieme al marito Antoine.

Perché Simone Veil riposa nel Panthéon?

Per una vita dedicata alla difesa della dignità umana: sopravvissuta ad Auschwitz, è stata promotrice della legge sull’aborto del 1975 ed è stata la prima donna eletta presidente del Parlamento europeo.

Chi era il marito di Simone Veil?

Antoine Veil, un alto funzionario pubblico che sposò nel 1946. Morì nel 2013 e fu sepolto insieme a lei al Panthéon.

Simone Veil è stata ad Auschwitz?

Sì. Nell’aprile del 1944, all’età di 16 anni, fu deportata ad Auschwitz-Birkenau e successivamente a Bergen-Belsen, dove fu liberata nell’aprile del 1945.

Che cos’è la legge Veil?

La legge francese che legalizza l’aborto a determinate condizioni, approvata il 17 gennaio 1975 quando Simone Veil era ministro della Salute.

Quando è morta Simone Veil?

Il 30 giugno 2017, nella sua abitazione di Parigi, all’età di 89 anni.

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